La notizia è stata diramata solo oggi dall' Ecole des hautes etudes en sciences sociales, ma la morte è avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi. Il 28 novembre avrebbe compiuto 101 anni.Si tratta in assoluto di uno dei più grandi antropologi e intellettuali del Novecento, la cui vita è stata dedicata allo studio dei popoli "selvaggi" che per lui rappresentano "le popolazioni meno acculturate e nello stesso tempo più interessanti", consegnandoci una delle opere "strutturaliste" più ricca di risultati.
"Nulla, allo stato attuale della ricerca, permette di affermare la superiorità o l’inferiorità di una razza rispetto all’altra”.
Questa citazione è rappresentativa di ciò che è stato l’uomo e lo scienziato sociale. Con Levi-Strauss la cultura non è solo la produzione artistica di un popolo ma è il complesso delle peculiarità del popolo stesso. La "cultura" cede il passo alle culture, alla molteplicità delle espressioni sociali.
La sua antropologia non permette più graduatorie tra una cultura e un'altra, lasciandoci un'opera universale che va oltre l’ambito scientifico.
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